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La Postura: il punto di vista dell’Osteopata.

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La Postura: il punto di vista dell’Osteopata.

La Postura, alcuni spunti dal punto di vista dell’Osteopata.

Gli osteopati hanno molto a cuore la postura.
Non dobbiamo confondere però la postura con lo stato.

Lo stato di un corpo è un qualcosa che abbiamo dalla nascita, che ci appartiene e che ci contraddistingue…un po’ come il colore dei nostri occhi, il gruppo sanguigno. In altri termini è la modalità preferenziale di funzionamento del nostro corpo.
La postura se vogliamo è un qualcosa di acquisito, condizionato da diversi fattori ma che comunque arriva dal di fuori del nostro corpo e che pertanto possiamo in qualche maniera cercar di correggere e in alcuni casi migliorare.

Allo stesso tempo può giocare un ruolo decisivo nell’eziologia di alcune patologie che vengono favorite da alcuni atteggiamenti posturali viziati. Ecco perchè diviene importante l’atteggiamento posturale corretto.
Normalmente ci rendiamo conto che è giunto il momento di fare qualcosa per migliorare la nostra postura solo all’insorgere e al presentarsi di un sintomo: il dolore. Nel momento in cui siamo afflitti da mal di schiena (lombare, dorsale o cervicale), da dolore alle ginocchia, piuttosto che alle spalle cominciamo a pensare alla nostra postura e a come migliorarla affinchè il sintomo scompaia.

I fattori che condizionano la nostra postura sono i più svariati:
– Atteggiamenti legati all’attività lavorativa: posizioni alla scrivania non allineate, sedute scorrette, posture viziate nel banco di scuola oppure postazioni da lavoro che non sanno cosa sia l’ergonomia.
Deficit sensoriali: un deficit uditivo potrà portare ad atteggiamento del capo volto ad orientare l’orecchio che sente meglio nella direzione del suono; lo stesso dicasi per un difetto visivo. Talvolta questo accade senza che la persona ne sia consapevole.
Malattie: alcune malattie degenerative ad esempio, alterando la struttura, modificano inevitabilmente la postura.
Incidenti e interventi chirurgici: si può in questi casi assistere ad un vero e proprio adattamento del corpo o di parti di esso a seguito di una modificazione della struttura che, perdendo la propria fisiologia, costringe ad un adattamento posturale.
Fattore emozionale/emotivo: non ultimo, questo elemento ha una relazione e correlazione biunivoca. La postura è condizionata e a sua volta condiziona lo stato emotivo. La postura è in grado di dire molto sulle persone e allo stesso tempo, lavorando sulla postura si può aiutare a migliorare lo spirito. Da qui uno dei principi fondamentali dell’osteopata sull’unità corpo-mente-spirito.

Capiamo bene che tutti questi fattori possono essere all’origine o concorrere nell’instaurarsi di una postura viziata.
L’obiettivo principale di ogni percorso “ben fatto” a mio avviso è cercare di capire il perchè, ovvero cosa c’è all’origine di una postura scorretta; in questa maniera saremo anche in grado di valutare se, e in quale misura, l’intervento correttivo/educativo darà i suoi frutti.
Per fare ciò nessuno inventa nulla di nuovo, bisogna conoscere il corpo umano, l’anatomia, la fisiologia, le correlazioni tra le diverse parti del corpo e tra elementi diversi che costituiscono ogni singola parte. Il corpo non è semplicemente costituito da diversi pezzi assemblati; è una struttura unica, complessa e articolata.

Cosa fare?

Cause oggettive, ove possibile: se è emerso che esistono fattori che possono disturbare la situazione si può ad esempio sostituire il materasso, piuttosto che la sedia, le scarpe con cui si pratica l’attività fisica o lavorativa.
Cause soggettive: modificare le proprie abitudini quindi sedersi in maniera corretta con un appoggio simmetrico e con la colonna allineata, adottare strategie diverse e più ergonomiche nelle attività quotidiane. Sollevare i carichi in una certa maniera, trasportare gli stessi in modo più confortevole.
Riequilibrare la struttura mettendola in condizione di lavorare nelle migliori condizioni: se un’articolazione, un muscolo, una fascia non hanno completa libertà di movimento in seno a quella specifica struttura è ovvio che tutta la struttura non riuscirà a lavorare al meglio.

Immaginiamo il corpo come una catena di montaggio: tutto il corpo con ogni sua parte concorre nella realizzazione di un lavoro sia esso statico che dinamico; in una catena di montaggio, ogni elemento (che sia una macchina o persone diverse) ha uno specifico ruolo e compito. Nel momento in cui un elemento della catena di montaggio modifica e riduce il proprio lavoro, tutto il sistema ne risentirà e tutti gli altri elementi dovranno adattarsi a fare un lavoro che normalmente non gli compete oppure dovranno lavorare più del dovuto per raggiungere il risultato.

Ma il corpo, come funziona?

Il corpo funziona così: se alteriamo anche in piccola misura uno dei suoi componenti, tutto il sistema ne risentirà manifestando un disagio, un dolore, un deficit…magari a distanza e non esattamente dove il sistema presenta la “falla”. Ecco perchè talvolta un mal di schiena è causato da un ginocchio che non lavora correttamente, oppure da un disequlibrio delle catene muscolari, oppure ancora da scarpe sbagliate. Ovviamente dobbiamo distinguere tra problema acuto di più facile individuazione e normalmente di rapida soluzione e problema cronico più articolato per via dei diversi adattamenti e pertanto più lungo da risolvere.
Ecco perchè, a mio avviso, prima di tutto è necessario capire il perchè ed eventualmente prevedere un riequilibrio osteopatico prima di intraprendere un percorso di educazione posturale. Articolazioni, catene muscolari, fasce devono essere ben valutate e messe nelle condizioni di poter lavorare al meglio.
Ginnastica o meglio Educazione posturale: io amo il termine educazione. La ginnastica, questo è un mio pensiero, ha la caratteristica di essere per tutti, una sorta di regola generale; l’educazione ha un qualcosa in più, oltre ad avere le regole generali, ha la specificità per quella singola persona che, a parità di sintomatologia con un altro individuo, è diversa perchè l’anello debole della sua “catena di montaggio” è diverso da quello di tutti gli altri…anche se il risultato (dolore) è lo stesso.
Educare non è solo far fare degli esercizi di ginnastica, significa far prendere coscienza alla persona di tutto quanto abbiamo analizzato ora. Come sedersi; far capire perchè una sedia è meglio di un’altra; perchè un tipo di scarpa è indicata per una certa attività ma non va bene per un’altra; come respirare; come si comporta ogni segmento del corpo durante il respiro e quando si muove. Educazione posturale è un insieme di informazioni che si mettono a disposizione del paziente che, con la ginnastica specifica, rappresentano dei preziosi strumenti che la persona può utilizzare nella sua quotidianità.

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