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Malfunzionamento della tiroide: ipertiroidismo e ipotiroidismo a confronto

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Malfunzionamento della tiroide: ipertiroidismo e ipotiroidismo a confronto

ipertiroidismo e ipotiroidismo a confronto

Vivere con il piede perennemente premuto sull’acceleratore. Questa è la sensazione provata da chi soffre di ipertiroidismo. Tutto diventa più veloce: il metabolismo di base, la trasformazione dei grassi, il ritmo cardiaco. È come se il tuo organismo non conoscesse più le mezze misure perché funziona troppo e troppo in fretta. Vuoi saperne di più? Seguici in questo viaggio alla scoperta dell’ipertiroidismo, la sindrome metabolica che colpisce il 2% della popolazione italiana.

La tiroide

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla. Le “ali” sono due lobi (destro e sinistro) collegati tra loro da un piccolo “ponte” di tessuto denominato istmo. Non pesa molto, circa 20 grammi, ed è lunga non più di 8 centimetri. Vuoi sapere dove si trova esattamente? Sappi che è posizionata sulla parte più bassa del collo, proprio sotto il pomo d’Adamo e sopra lo sterno. Come puoi notare dalle sue dimensioni, la tiroide non è molto grande ma riveste un ruolo decisivo nel controllo di numerose funzioni del nostro organismo. È importante per lo sviluppo, per la crescita, per i processi metabolici, per il ciclo mestruale, per il cuore e anche per la forza fisica. La tiroide produce due ormoni:

  • tiroxina (t4)
  • tri-iodotironina (t3)

Questi due ormoni viaggiano liberi nel nostro organismo grazie a particolari proteine di trasporto. Quando arrivano ai tessuti soltanto una piccola parte di tali ormoni (Ft3 e Ft4 dove la F sta per Free) sarà in grado di influenzare i nostri organi. Il t3 e il t4 contengono iodio, un minerale indispensabile per il loro corretto funzionamento e che normalmente si trova in molti alimenti di uso comune come il sale marino, i pesci e i crostacei. La sintesi e la secrezione dei due ormoni viene regolata da due ghiandole presenti nel nostro cervello: l’ipotalamo, che produce il TRH, e l’ipofisi. In particolare l’ipofisi, posta alla base del cranio, è preposta alla produzione di TSH ovvero l’ormone che regola il funzionamento della tiroide stessa. Semplificando, immagina che TRH e TSH siano una sorta di termostato della tiroide. Quando il livello di T3 e T4 si abbassa, essi intervengono per stimolarne la produzione e per ristabilirne i livelli ottimali nell’organismo. Quando invece i livelli dei due ormoni sono eccessivi, viene inibita la liberazione di TRH e TSH in modo tale da bloccarne momentaneamente la loro produzione.

A cosa serve la tiroide?

Come abbiamo già sottolineato, la tiroide è una piccola ghiandola che svolge numerose funzioni quali:

  • Regola il metabolismo basale
  • Regola la produzione di energia
  • Interviene nello sviluppo e nella crescita di numerosi tessuti
  • Interviene nella trasformazione di glucidi, grassi e proteine
  • Aumenta flusso, circolazione sanguigna e battito
  • Incrementa la frequenza del respiro
  • Incrementa la memoria e la facoltà di apprendere
  • Aumenta il consumo di ossigeno

Se a questo aggiungi che nelle prime settimane di vita la tiroide svolge un ruolo di estrema importanza nella differenziazione delle cellule nervose nel feto, puoi ben capire quanto questa piccola ghiandola sia un bene prezioso per il nostro organismo. Quando il livello di ormoni tiroidei si abbassa notevolmente o aumenta in modo eccessivo, andiamo incontro a una serie di sintomi della tiroide che indicano la presenza di particolari patologie.

L’ipertiroidismo

Ti ricordi quando all’inizio ti abbiamo parlato di un piede che preme senza sosta sull’acceleratore per spiegarti l’ipertiroidismo? Questa sensazione è dovuta a un’anomala produzione di ormoni tiroidei. In poche parole, la tiroide lavora troppo. Questa iperproduzione di t3 e t4 comporta una vera e propria accelerazione delle funzioni dell’organismo. I sintomi dell’ipertiroidismo sono numerosi:

  • irritabilità e insonnia
  • battito cardiaco accelerato
  • nervosismo
  • dimagrimento
  • intolleranza al calore
  • perdita di capelli
  • debolezza e astenia
  • sbalzi d’umore e diarrea
  • sporgenza dei bulbi oculari

Questa patologia colpisce in prevalenza le donne dai 20 ai 50 anni perché sembra che il sesso femminile sia più soggetto alle patologie autoimmuni. Le cause dell’ipertiroidismo sono molteplici. La più frequente è dovuta alla presenza del morbo di Basedow che porta l’organismo a produrre delle particolari immunoglobuline che comportano l’immissione di quantità anomale di t3 e t4. Oltre ai sintomi già descritti, il morbo è caratterizzato da segni segni specifici come il gozzo e l’oftalmopatia di Graves. Il gozzo multinodurale tossico è meno frequente del morbo di Basedow ma è diffuso soprattutto in quelle aree geografiche dove è più frequente la carenza di iodio. In questo caso la presenza di numerosi noduli alla tiroide più attivi all’interno della tiroide ingrossata (gozzo) spingono la ghiandola a un’iperstimolazione. Nel morbo di Plummer la tiroide presenta un solo nodulo nel gozzo che produce anomale ed eccessive quantità di ormoni tiroidei. Sai che anche la cattiva abitudine di abusare di preparati dimagranti a base di ormoni tiroidei può comportare l’insorgere dell’ipertiroidismo? Questo succede in modo particolare con pasticche o gocce a base di Fucus e di Laminaria.

Diagnosi dell’ipertiroidismo

Quando la tiroide presenta sintomi che fanno presupporre l’ipertiroidismo, il medico prescriverà analisi del sangue specifiche, dove andranno misurati i livelli di T3 e T4 nel nostro organismo. Nel caso di questa patologia i loro valori saranno elevati mentre risulterà basso quello del TSH. Per stabilire il tipo di ipertiroidismo è necessario effettuare, sempre tramite prelievo ematico, anche il dosaggio degli anticorpi. Infine, per una diagnosi completa, l’endocrinologo può prescrivere un’ecografia e/o una scintigrafia alla tiroide.

Terapia nell’ipertiroidismo

Dopo aver diagnosticato il tipo di ipertiroidismo, il medico curante stilerà un vero e proprio piano terapeutico. Non esiste una cura specifica in quanto tutto dipende dalla gravità della patologia, dall’età del paziente e dal suo stato di salute in generale. Quando i sintomi sono severi, i farmaci poco efficaci, il gozzo è esteso e il paziente è giovane, la soluzione è rappresentata dalla tiroidectomia, l’intervento chirurgico che asporta la tiroide. Devi prestare particolare attenzione ai cibi che mangi perché non devi ingerire quantità eccessive di iodio che potrebbero stimolare ulteriormente la tua tiroide. Il medico potrà prescriverti farmaci betabloccanti, anti-tiroidei e in alcuni casi anche ansiolitici, per contrastare l’eccessivo nervosismo scatenato da questa patologia. Se soffri di morbo di Basedow una delle terapie più utilizzate è quella allo iodio-131, una cura radioattiva capace di ridurre il volume dei noduli all’interno del gozzo.

L’ipotiroidismo

Togli il famoso piede dall’acceleratore e immagina un mondo dove tutto è rallentato e funziona a fatica. Questa è la sensazione regalata dall’ipotiroidismo, l’altra faccia delle patologie tiroidee. Quando soffri di questa malattia, il tuo organismo produce un livello troppo basso di T3 e T4 che difficilmente riesce a soddisfare le richieste dell’organismo. In questo caso quindi assisti a un vero e proprio “rallentamento” delle funzioni corporee. Fai fatica a ricordare le cose, soffri facilmente il freddo, la pelle diventa ruvida e secca, prendi peso e a volte fai anche fatica a parlare. I sintomi dell’ipotiroidismo sono specificisoprattutto nelle donne: il ciclo cambia, subisce variazioni tali che portano mano mano alla sua scomparsa. Una delle cause più frequenti di ipotiroidismo è la tiroide di Hashimoto, una patologia infiammatoria silente e irreversibile che porta a un’ipofunzione della ghiandola tiroidea. La presenza di tiroiditi autoimmuni o scatenate da un processo infettivo virale porta a un rallentamento nella produzione di T3 e T4 così come danni all’ipofisi o l’assunzione di farmaci che vanno a interferire con il normale funzionamento di questa ghiandola così importante. Dall’ipotiroidismo non si guarisce ma lo puoi tenere sotto controllo tramite l’assunzione di farmaci specifici a base di levotiroxina.

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