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I dolori articolari, così come i dolori muscolari, sono un sintomo che tutti, almeno una volta nella vita, sperimentiamo. Nella maggior parte dei casi, fortunatamente, si tratta di condizioni benigne, transitorie e reversibili. Quando, però, queste sindromi dolorose persistono per più di tre mesi, senza causa specifica, è necessario confrontarsi col proprio medico ed, eventualmente, indagare.

Cosa sono i dolori articolari e muscolari

Per dolori articolari s’intende ciò che viene espresso, semplicemente, con “sentire dolori alle ossa”. Si tratta di fastidio, o franco dolore, che interessa l’apparato osseo in generale o, più precisamente una o più articolazioni: ad esempio il gomito, la spalla, il polso, la caviglia o il ginocchio. I dolori muscolari, invece, si avvertono come sensazione di contratture. Entrambe queste condizioni rendono difficili i movimenti e possono provocare disagio fino a compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

Dolori articolari: le cause più frequenti

La dolorabilità articolare può avere diverse cause di origine. La più comune, che tutti possono dire di aver provato, è quella relativa ad uno stato febbrile o infiammatorio sostenuto da virus e batteri. Durante un’influenza, ad esempio, è molto comune sperimentare dolori articolari diffusi, tra gli altri sintomi correlati alla patologia. In questo caso l’artralgia è da considerarsi non solo benigna ma, addirittura, normale. Passerà da sola, col risolversi della malattia che l’ha scatenata. Ci sono altre situazioni, invece, in cui la dolorabilità articolare può dipendere da motivi più seri:

  • Malattie degenerative: come, ad esempio, l’artrite. Esistono oltre 100 tipologie di artriti e possono colpire anche i giovani, anche se sono più specifiche dell’età matura, dopo i cinquant’anni. Il comune denominatore di tutte le artriti è un danno progressivo a carico delle cartilagini. Per diversi motivi: genetici, traumatici, ormonali, nervo-cerebrali, autoimmuni, infiammatori o idiopatici, la sostanza gelatinosa che rende le articolazioni mobili ed elastiche si distrugge e non riesce più a rigenerarsi. Con l’andare del tempo, la continua frizione dell’articolazione contro l’osso, produce un’infiammazione cronica ed ingravescente, che dà dolore e progressiva difficoltà di movimento. In base al tipo di artrite di cui si soffre lo specialista mette a punto, da subito, un adeguato protocollo terapeutico, atto a tenere sotto controllo i sintomi ed a garantire un buon livello di qualità della vita al paziente. Tendenzialmente, i farmaci utilizzati sono a base di cortisone anche se si cerca di evitarlo per il rischio di assuefazione.
  • Malattie strutturali dell’articolazione: si tratta di danni ad una singola articolazione causati da un trauma o da movimenti ripetitivi, fatti per anni. È il caso dei dolori articolari alla spalla, tipici dei ragazzi che usano portare zaini o borsoni pesanti su una spalla sola o dei giocatori di tennis o basket, che stressano quotidianamente un solo braccio. Un altro esempio, molto
    attuale e recente, è quello dei dolori articolari mani a causa di un eccessivo utilizzo delle dita per digitare al pc o sulla tastiera dello smartphone. In questo caso, il danno osseo o articolare è facilmente verificabile tramite una TAC o una Risonanza magnetica e la situazione è reversibile: si tratta, in genere, con semplici antinfiammatori, riposo ed eventualmente fisioterapia per recuperare la funzionalità.
  • Disfunzioni ormonali: i dolori articolari sono anche sintomi secondari di squilibri ormonali. Sia negli uomini che nelle donne possono essere associati a malfunzionamenti della tiroide, soprattutto ipertiroidismo, che, aumentando il metabolismo, aumenta anche la velocità di distruzione delle cartilagini. Nelle donne, invece, i dolori articolari in menopausa sono molto comuni e rappresentano, purtroppo, l’anticamera dell’osteoporosi. Intorno ai 45-50 anni, infatti, è consigliabile a tutte le donne di incrementare, con l’alimentazione, la dose di calcio quotidiana ed, eventualmente, integrare con vitamina D, che ne promuove la corretta assimilazione. Siccome menopausa e dolori articolari vanno di pari passo, rendere più forti e dense le propria ossa prima è sicuramente un’ottima mossa preventiva.
  • Malattie autoimmuni: i dolori alle articolazioni sono spesso associati anche a patologie autoimmuni. Per motivi non ancora ben chiari neanche ai medici, in alcuni rari casi, l’organismo umano non riconosce più un determinato organo e inizia a produrre anticorpi per attaccarlo, con l’intenzione di distruggerlo, come se fosse un pericolo per la salute. È il caso del Lupus Eritematoso, che attacca i tessuti connettivi, della Tiroide di Hashimoto, che attacca la ghiandola tiroidea e dell’Artrite Reumatoide, che attacca ossa e cartilagini. Tutte e tre queste malattie possono esordire, o/e comportare in seguito, da lievi ad insopportabili dolori muscolari e articolari. In queste situazioni, solitamente, trattando sintomatologicamente la patologia autoimmune si alleviano i dolori.

Le cause dei dolori muscolari

Per quanto riguarda i dolori muscolari, invece, il discorso è molto più semplice e di più veloce risoluzione. Nella quasi totalità dei casi, i dolori muscolari sono provocati da danni: uno strappo, un movimento eseguito in modo scorretto, un allenamento troppo intenso in palestra. I muscoli sono tessuti carnosi, costituiti da insiemi di fibre contrattili. Durante un intenso allenamento, soprattutto se di forza e potenza muscolare come, ad esempio, il body building o il sollevamento pesi, queste fibre si strappano. Il naturale processo di rigenerazione delle fibre muscolari comporta la costruzione di nuova materia connettiva.
È piuttosto raro che i dolori muscolari siano un campanello d’allarme per patologie più serie anche se qualche possibilità c’è.
Nei seguenti casi:

  • Flogosi: per “flogosi” si intende un qualsiasi stato infiammatorio di un organo o di un tessuto. I dolori muscolari diffusi si presentano spesso quando si è ammalati, ad esempio di influenza. Rispetto a quelli articolari sono meno comuni nelle patologie batteriche e più
    intensi e fastidiosi in concomitanza di quelle virali. Una delle flogosi più importanti che provoca, direttamente, dolori muscolari è la classica e conosciuta “cervicale”: le vertebre del collo infiammate, a causa di posture errate, infiammano la muscolatura del collo, provocando la rigidità nucale e il mal di testa cronico tipico di questa patologia. Infatti, il sintomo specifico è chiamato, in medicina: cefalea muscolo-tensiva.
  • Malattie ormonali e autoimmuni: in alcuni casi, i dolori muscolari possono dipendere dalla tiroide. Contrariamente a quanto succede per quelli articolari, i dolori muscolari tiroidei sono correlati all’ipotiroidismo: la scarsa funzionalità tiroidea, infatti, tende a rallentare tutto l’organismo, compresa la rigenerazione dei connettivi e l’assorbimento dell’acido lattico. Chi soffre di grave ipotiroidismo può ritrovarsi a fare i conti con forti dolori muscolari alle gambe anche dopo una sola rampa di scale. Le malattie autoimmuni, invece, come detto prima: Lupus, Hashimoto e Artrite Reumatoide e, in questo caso, anche la Sclerosi Multipla, possono avere, nel loro ampio corollario di sintomi, anche i dolori muscolari.

Dolori muscolari e dolori articolari: scopri i rimedi più efficaci

Se si tratta, come nella stragrande maggioranza dei casi, di dolori muscolo-articolari benigni, insorti a causa di uno stress fisico o di una banale patologia virale, curarli è semplice e veloce. Esistono molti farmaci da banco, sia sottoforma di compresse che di gel, che agiscono molto bene e fanno sparire i sintomi.
La cosa migliore da fare, se il dolore mucolo-scheletrico non si risolve entro pochi giorni, è rivolgersi al proprio medico di famiglia, che valuterà la situazione e saprà indirizzare verso uno specialista. Le figure professionali di riferimento per queste patologie sono, generalmente: l’ortopedico, il fisiatra, o il reumatologo, in base al tipo di problematica riscontrata. Lo specialista prescriverà, probabilmente, una serie di analisi del sangue e RX, TAC o RMN, per poter fare una diagnosi precisa e corretta ed instaurare la giusta terapia farmacologica e, all’occorrenza, un percorso riabilitativo con un fisioterapista. Per prevenire l’insorgere di dolori o ricadute: uno stile di vita sano, che dia spazio ad almeno 20-45 minuti di attività fisica quotidiana, che sia una semplice passeggiata, una sessione di cyclette o esercizi in palestra, è la miglior scelta. Naturalmente, abbinata ad una dieta che consenta di mantenere il peso-forma ed all’abolizione dell’alcool e del fumo, che tolgono nutrimento ai tessuti connettivi.

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